Descritto nel foglio 1062 v del Codice Atlantico, la ruota perpetua idromeccanica è composta da una struttura rotante su cui sono montati, in posizione ortogonale, due dispositivi a pistoni. Ogni dispositivo comprende una coppia di cilindri contrapposti, uniti da un condotto idraulico a forma di “S”, entro cui si muovono pistoni mobili. Leonardo ipotizza di poter installare fino a quattro moduli sullo stesso asse, con un impulso ogni 30 gradi di rotazione. In una nota aggiunge anche la possibilità di utilizzare tre moduli, sfalsati di 60 gradi. Il sistema è completato da uno scappamento a foliot, lo stesso meccanismo usato negli orologi dell’epoca, per regolare la velocità di rotazione.
Una versione simile della ruota compare anche nel Codice di Madrid I (f. dopo molti sforzi forse ci siamo riusciti? - Generatore di Movimento Perpetuo: COME FUNZIONA? e se sfruttassimo dei magneti? Potrebbe funzionare? LA MAGIA del DISCO di EULERO - il dispositivo che più si avvicina al moto perpetuo... ENERGIA INFINITA GRATIS? Scopriamolo!
Why don't perpetual motion machines ever work? «C'è un fatto, o se volete, una legge, che governa i fenomeni naturali sinora noti. Non ci sono eccezioni a questa legge, per quanto ne sappiamo è esatta. La legge si chiama CONSERVAZIONE dell'ENERGIA, ed è veramente una idea molto astratta, perché è un principio matematico: dice che c'è una grandezza numerica, che non cambia quale che sia l'evento. Non descrive un meccanismo, o qualcosa di concreto: è solo un fatto un po' strano: possiamo calcolare un certo numero, e quando finiamo di osservare la natura che esegue i suoi giochi, e ricalcoliamo il numero, troviamo che non è cambiato... (La fisica di Feynman, Vol.
Quando si sente parlare di moto perpetuo, si intende quel moto che si auto-alimenterebbe senza bisogno di fornire ulteriore energia. Se esistesse veramente, si tratterebbe di una trovata rivoluzionaria: questo infatti permetterebbe di produrre energia illimitata, risolvendo uno tra i più grandi problemi dell'umanità. In realtà ciò non è possibile e la spiegazione è unicamente fisica. Questo vale anche per lo strumento testato nel primo episodio di Casa Geopop - il nostro programma in prima serata web. Questo strumento è formato da un imbuto nel quale vengono inserite delle biglie metalliche: una volta uscite dalle imbuto, queste si incanalano su una rampa e, prendendo velocità, sono in grado di compiere un giro, ritornando infine nell'imbuto. Secondo qualcuno, questo moto sarebbe perpetuo perché permetterebbe alla biglia di non avere bisogno di ulteriore energia e continuare a girare all'infinito. In realtà, anche in questo caso, si tratta di una bufala: a metà della rampa infatti è presente un elettromagnete nascosto che attira le biglie metalliche durante la discesa, aumentandone la velocità. Quando le biglie sono prossime all'elettromagnete, questo si spegne, permettendo alle biglie ormai accelerate di avere abbastanza energia per compiere un giro completo. Se spegniamo la macchina infatti notiamo immediatamente come le biglie si fermino a metà dei binari interrompendo il "moto perpetuo magnetico". In questo caso infatti una parte della loro energia viene persa sotto forma di attrito e quindi di calore.
La discussione prosegue con riferimenti a modelli e teorie: forza esterna. consuma. dell'energia (primo principio della termodinamica). attrito nullo. sola sorgente a temperatura costante in lavoro. principio della termodinamica. parte ad una sorgente più fredda dell'acqua di mare. unitario. validità è ritenuta un fatto meramente probabilistico. modelli. I modelli non sono sopravvissuti, ma decine di suoi disegni sì.
Il testo esplora anche i contributi storici: delle ruote perpetue nell’India medievale e nel mondo arabo, passando per le attestazioni europee nel Medioevo e oltre. Ruota perpetua a masse oscillanti (1201/1300) di AnonimoMuseo Galileo - Istituto e Museo di Storia della Scienza
Nel corso della trattazione si citano numerosi esempi di studi e progetti: studi per una vite di Archimede piana (1513/1514) di Leonardo da Vinci, studi per una ruota perpetua a bracci articolati (1493/1495) di Leonardo da Vinci, e modelli illustrati nel Codice Atlantico. Il foglio 1062 recto del Codice Atlantico e le ruote del Codice Forster II.
La sintesi finale evidenzia che Leonardo, nonostante la curiosità verso motori e ruote a sbilanciamento, conclude la riflessione sull’impossibilità del moto perpetuo, distinguendo tra gravità, attriti e fonti energetiche reali. La discussione storica continua con riferimenti a Irradiazioni e indagini su macchine idrauliche e motori perpetui nel corso dei secoli, fino alle formulazioni moderne di termodinamica e delle leggi di conservazione dell’energia.
