La dinastia Sartori e la giovane promessa Matteo al Mondiale Under 23 di Varese

L’azzurro sarà sul quattro di coppia alla rassegna iridata di categoria che scatta lunedì a Varese. Matteo insegue i successi di papà Alessio, oro a Sydney 2000 sulla stessa barca: “Papà ha scritto un libro sportivo di storie e successi, io voglio scrivere il mio”.

Una genealogia remiera: dal passato al presente

Nel canottaggio pionieristico il quattro senza della Moto Guzzi - i campioni che hanno conquistato l’oro a Londra nel 1948 - ha mostrato il biglietto da visita del movimento italiano. Negli anni 80 la scena è stata presa dalla famiglia Abbagnale, una dinastica che ha segnato fortemente la storia remiera azzurra. Ma nella remata di coppia (doppio e quattro) c’è un cognome che rappresenta la grammatica di questa specialità: Sartori.

Alessio Sartori, 46 anni a novembre, è stato oro a Sydney 2000 nel 4 di coppia - è uno dei quattro Cavalieri delle acque di Galeazzi -, bronzo ad Atene 2004 e argento a Londra 2012 nel doppio oltre a un 4° posto nel 4 di coppia ad Atlanta 1996 e l’11° nel quattro senza a Pechino 2008. Oggi si gode la crescita del figlio Matteo che da lunedì 25 luglio sul campo di regata di Varese sarà impegnato con il quattro di coppia (con lui Bizzozero, Tedoldi e Pazzagli) ai Mondiali Under 23.

Matteo Sartori: dall’inizio alla professione

“Il cognome non mi pesa - racconta Matteo -, ne sono orgoglioso. Papà ha scritto il suo libro sportivo ricco di storie e successi, io desidero scrivere il mio”.

E a oggi il ricordo più bello lo ha vissuto insieme al fratello Leonardo, di un anno più giovane. “Insieme abbiamo vinto un titolo italiano giovanile ma ora lui ha smesso. Il 28 luglio compie gli anni, durante i Mondiali di Varese. Sarebbe bello dedicargli un bel risultato”.

Nato il 21 gennaio 2002 Matteo da bambino ha vinto le resistenze di famiglia (“papà non voleva facessi canottaggio, così ho provato il basket ma il richiamo per i remi era insistente e così a 9 anni ho iniziato con i corsi estivi in Guardia di Finanza”) e ora di questa passione ne sta facendo una professione. “Da novembre sono entrato nel gruppo atleti della Guardia di Finanza - continua Matteo -. Ma continuo anche a studiare perché dopo il diploma al Liceo Scientifico delle Scienze applicate mi sono iscritto a Criminologia”.

Il ricordo più bello dell’infanzia di Matteo va all’argento olimpico nel doppio vinto da papà Alessio in coppia con Romano Battisti. Un traguardo arrivato dopo una stagione vissuta ai margini dal progetto federale prima di essere promossi a barca olimpica a forza di risultati. “Ho vissuto quell’Olimpiade come se fossi in barca con lui e Romano Battisti. Il giorno della finale a casa sono stato per tutti il tempo attaccato alla televisione tanto che i parenti a casa non riuscivano a vedere nulla”.

Certo, il libro remiero di Matteo è diverso da quello del padre ma la barca sulla quale prova a scrivere una nuova storia per la famiglia Sartori è la stessa. E ai campionati italiani il “piccolo” di famiglia ha bruciato le tappe salendo sulla barca che per tre quarti era composta da reduci dei Giochi di Tokyo. “Ha fatto un certo effetto trovarmi a remare in quella situazione e in quel contesto. Certo, questo mi dà la carica per lavorare ancora di più e provare a esserci nei prossimi impegni di questa barca. Perché no, a Parigi anche se la concorrenza è numerosa”.

Intanto c’è un Mondiale Under 23 da vincere e Sartori è pronto alla sfida. “Siamo un gruppo ben assortito con diversi armi che possono fare bene a cominciare dal doppio e quattro di coppia pesi leggeri. Sul singolo c’è Di Mauro (già visto ai Giochi di Tokyo ndr). E poi c’è il quattro di coppia”.

Storia e stile di Alessio Sartori: la leggenda azzurra

Si alza il sipario dei Mondiali Under 23, l’Italia cala un asso pesante. L’erede di una dinastia che ha fatto la storia della remata di coppia azzurra. Alessio Sartori è nato il 13 novembre 1976 a Terracina, in provincia di Latina. Fin da giovane ha mostrato una forte passione per il mare e per gli sport acquatici, indirizzandosi presto verso il canottaggio, disciplina in cui avrebbe poi scritto pagine memorabili della storia sportiva italiana.

Carriera sportiva e successi olimpiciSartori ha debuttato in campo internazionale negli anni ’90, imponendosi rapidamente tra i migliori specialisti italiani del canottaggio. Il suo primo grande trionfo arriva ai Giochi Olimpici di Sydney 2000, dove insieme a Rossano Galtarossa, Simone Raineri e Andrea Lo Bue vince la medaglia d’oro nel quattro di coppia, regalando all’Italia un titolo olimpico storico. Quattro anni dopo, ad Atene 2004, conquista la medaglia di bronzo nel doppio con Rossano Galtarossa, confermando la straordinaria continuità della coppia.

Oltre alle medaglie olimpiche, Alessio Sartori ha conquistato numerosi titoli mondiali ed europei, rappresentando per anni un punto di riferimento per la nazionale italiana di canottaggio. È stato più volte premiato dal CONI e dalla Federazione Italiana Canottaggio per i risultati ottenuti e per il contributo dato alla crescita del movimento.

Sartori è stato riconosciuto per la sua grande forza fisica e per una remata fluida e potente, unita a un’eccellente capacità di coordinazione e sensibilità in barca. È sempre stato un atleta silenzioso ma determinato, più concentrato sull’allenamento e sui risultati che sulla visibilità mediatica.

Metamorfosi dopo l’agonismo e legami con il presente

Dopo il ritiro dall’attività agonistica, Alessio Sartori ha continuato a collaborare con il mondo del canottaggio, partecipando a eventi sportivi e attività di promozione. Un’emozione unica, sicuramente eccezionale perché non capita spesso di vedere padre e figlio dal passato, presente e futuro olimpici insieme in un format. È quello che è successo ieri a Canottaggio Inside, con la simultanea presenza ai microfoni di Matteo Sartori, oro in Coppa del Mondo sul quadruplo a Varese, azzurro lo scorso anno a Parigi 2024 sul doppio e quest’anno ai Mondiali sull’otto, e del papà Alessio, tre medaglie olimpiche (oro Sydney 2000 sul quattro di coppia, argento a Londra 2012 nel doppio, bronzo a Atene 2004 nel doppio) e oggi tra gli animatori della SC The Core a Sabaudia. Quella Sabaudia che ospita anche le Fiamme Gialle, per le quali gareggiava Alessio e tra le cui fila milita oggi Matteo.

Venerdì mattina il campione olimpico Alessio Sartori è tornato tra i banchi di scuola. Un ritorno che non l’ha posto di fronte a interrogazioni o compiti in classe ma lo ha visto protagonista dell’incontro con gli studenti dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Sonnino (LT).

Infine, il “Primo Cittadino” si è rivolto ai ragazzi sottolineando l’importanza dei sacrifici e del rispetto delle regole per raggiungere traguardi importanti. C’è un flash, alle Olimpiadi di Sydney 2000, che gli appassionati di sport tricolore non possono davvero dimenticare. Ed è l’impresa del quattro di coppia, che non solo taglia il traguardo tanto velocemente da acchiappare una meravigliosa medaglia d’oro, ma lo fa con l’accompagnamento vocale di Gian Piero Galeazzi, che con quel suo trascinante “andiamo a vincere…” entra di prepotenza, ma anche con infinita dolcezza, nelle orecchie, nell’animo e nel cuore degli italiani.

Alto 2 m per 103 kg, voga per il Gruppo Fiamme Gialle Sabaudia. La sua carriera internazionale iniziò nel 1992 con il quarto posto nel doppio ai Mondiali juniores. L'anno dopo, passato al singolo, si è classificato secondo al Mondiale junior, vincendo il titolo iridato di categoria nel 1994. Medaglia d'oro ai Mondiali assoluti 1994 e 1995 nel 4 di coppia, quarto ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996, nono nel singolo ai Mondiali 1997, campione del mondo 1998 nel 4 di coppia e campione olimpico a Sydney 2000, sempre nel 4 di coppia.

grafico cronologico della carriera Sartori e Matteo

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