Big Wave Surfing a Nazaré: protagonisti, tecniche e sicurezza nel mondo delle onde giganti

Tra i 30 atleti provenienti da 13 diversi paesi si annoverano surfisti di grande esperienza e talento, inclusi i protagonisti del “Brazilian Storm” come Rodrigo Koxa, detentore del Guinness World Record, Lucas Chumbo, Vitor Faria, Bruno Santos, Willyam Santana, Michelle des Bouillons, Ian Cosenza, Kalani Lattanzi, Lucas Fink e Thiago Jacaré. Nazaré è un luogo straordinario per i surfisti delle big waves. In questo villaggio costiero del Portogallo, la presenza di un canyon sottomarino amplifica l’energia del mare, generando alcune delle onde più alte e spettacolari del mondo. Il Big Wave Grand Prix (BWGP) adotta una formula innovativa: non si tratta di una singola giornata di gara, ma di una competizione che si svolge durante un’intera stagione. La competizione è supportata da una piattaforma che trasmette le prodezze dei surfisti, arricchendole con contenuti di approfondimento per mettere in risalto il valore dell’impresa umana e portare ulteriore visibilità alla città di Nazaré, sostenendo così la comunità locale.

La nascita di una disciplina e la comunità di Nazaré

A tutti è capitato di vedere in televisione, o su internet, i video dei surfisti che cavalcano le onde giganti dell'oceano. Rispetto al take off (partenza) di una surfata classica, per poter surfare onde di queste dimensioni è indispensabile farsi trainare da una moto d'acqua. Ci descrivi nel dettaglio come funziona questa tecnica detta tow-in surfing?

Esistono due modi per surfare onde giganti, soprattutto in base alla loro altezza:- dagli 8 ai 13 metri circa si rema a braccia su tavole molto lunghe chiamate "gun", e su questi modelli viene utilizzato l leash, il classico cavetto che collega la tavola alla gamba del surfista;- su altezze superiori la nostra forza non basta, e viene utilizzato il "tow-in", ossia una moto d'acqua ci traina con un cavo per poter arrivare alla stessa velocità di queste onde, velocità che con l'acqua in movimento diventa molto difficile da calcolare.

Per questa tecnica che tipo di moto d'acqua viene impiegata e quali sono le competenze specifiche che deve possedere il pilota?Vengono impiegate moto d'acqua con grosse cilindrate (dai 1.500 in su), in genere SeaDoo e Yamaha. Il pilota è praticamente un altro surfista che si è allenato in queste situazioni, e quindi c'è una preparazione dietro specifica. I Big Wave Surfer indossano come PFD (Personal Flotation Device) un lifevest gonfiabile molto particolare. Dicci tutto su questo device:Si tratta di un giubbottino dotato di 4 o 6 cartucce di CO2 (anidride carbonica), attivabili con delle spolette, al fine di poter gonfiare il device istantaneamente.Viene utilizzato quando un'onda ti scaraventa sott'acqua, a diversi metri di profondità: il surfista che lucidamente lo attiva ha la possibilità di riportarti a galla in pochissimi secondi, e non restare intrappolato a diversi metri sotto la superficie.Questo device ha sicuramente alzato il livello del Big Wave Surfing.

Oltre alla moto d'acqua per il tow-in, fondamentale è anche quella di assistenza, e soprattutto la capacità di chi la conduce. Parlaci di questa figura, che competenze deve avere per fare quel tipo di attività?Il rider è sempre dell'ambito. Un po' prima della stagione si fa sempre allenamento con la moto, a lavorare in quelle condizioni, risalire le schiume, e le tecniche di recupero.Dopo una caduta, il surfista deve essere tempestivamente recuperato dalla moto, manovra che viene chiamata "pick up". Una volta travolto da una grande onda, il surfista viene spinto e "schiacciato" sott'acqua, anche a diversi metri di profondità. Pensi che delle competenze apneistiche, sia per l'interruzione della respirazione che per la compensazione del timpano, possano essere utili per il surfista?Sì, sicuramente! Innanzitutto la tranquillità che riesce a trasmetterti l'apnea ti aiuta a muoverti in maniera più consapevole quando le onde ti portano sotto.Ci sono diversi allenamenti specifici in piscina, oltre all'apnea statica.Ad esempio la simulazione di un'onda che ti frulla: una persona ti spinge sotto, ti fa fare varie capriole sott'acqua, e quando riemergi ti ritira di nuovo sotto dal leash, facendoti fare un'altra "lavatrice".Questi esercizi ti permettono di acquisire una tranquillità mentale quando finisci sott'acqua, perché l'hai "già fatto" più volte.

Per quanto riguarda la compensazione del timpano è da precisare che purtroppo un'onda ti scaraventa di colpo diversi metricubi di acqua addosso, e quindi e come se ti trovassi in pochi secondi anche a -10m. di profondità, e quindi non è facile effettuare la compensazione in così breve tempo e in quelle condizioni. Nel libro "Surf & Salvataggio" di Jonan Etxebarria vengono raccontati alcuni duri episodi avvenuti a big wave riders. Pensi che per quanto riguarda la sicurezza si possa fare qualcosa per aumentare il livello attuale (formazione, procedure, strumenti, ecc)?Si può sempre essere più pronti certo, però c'è da ammettere che già negli ultimi cinque anni siamo riusciti ad arrivare ad un protocollo di sicurezza elevato, soprattutto negli spot più impegnativi: Nazaré in Portogallo, Maverick in California, le Hawaii e così via.Tutto è seguito per filo e per segno, e tutte le persone in acqua sono pronte a gestire le situazioni peggiori.Il Big Wave Risk Assessment Group è un pool di esperti che tiene corsi in tutto il mondo per fornire una preparazione su tutti i protocolli che ruotano attorno a questa disciplina.

Atleti e luoghi emblematici

Rudy Guiara, surfista italiano di fama crescente, è tra i pochi atleti del nostro Paese ad affrontare le onde giganti con passione, tecnica e coraggio. In un mondo dominato da surfer hawaiani, portoghesi e brasiliani, Rudy rappresenta con orgoglio l’Italia nelle sfide più estreme dell’oceano. Chi è Rudy GuiaraOriginario della costa tirrenica, Rudy ha iniziato a surfare da giovanissimo, trasformando presto la sua passione in una missione: dimostrare che anche un surfista italiano può sfidare le onde giganti delle località più pericolose al mondo, come Nazaré, Jaws e Mavericks.Negli ultimi anni, ha partecipato a sessioni di big wave surfing internazionali, documentando le sue imprese e attirando l’attenzione di media e appassionati del settore.Le onde giganti affrontate da RudyRudy ha surfato alcune delle onde più alte e potenti dell’Atlantico e del Pacifico. Il suo allenamento costante, l’uso di attrezzatura di ultima generazione e un profondo rispetto per il mare lo rendono un punto di riferimento per chi sogna di diventare surfista professionista in Italia.Le sue mete principali includono:Nazaré, Portogallo - la mecca delle onde gigantiMullaghmore Head, Irlanda - celebre per i suoi slab pericolosiLa Nord, Francia - una sfida costante per il controllo e la resistenza

Surfista italiano tra le onde giganti: ispirazione e motivazioneRudy Guiara non è solo un atleta, ma anche un mentore per le nuove generazioni di surfisti italiani. Attraverso i suoi canali social e questo sito web, racconta le sue avventure, fornisce consigli e promuove una cultura del surf basata su rispetto, sicurezza e amore per il mare.SeguiciVuoi sapere di più sul percorso di Rudy come surfista italiano di onde giganti? Vorrei poter dire di aver avuto il fegato di farmi sganciare su un’onda di tre metri a Nazaré, ma così non è stato. Sarò tuttavia grata tutta la vita a Nic Von Rupp per avermi convinta per lo meno a fidarmi del jet skier del suo team: Nuno, occhi azzurri profondissimi e una calma interiore che mi ha convinta a dirgli che sì, ero chilled e che poteva accelerare. Ecco, dopo il primo momento di incredulità nell’affrontare l’onda - «Oggi sono piccole», mi dice, «Possiamo andare incontro anche a quelle che non si sono ancora rotte» - e uno seguente di puro terrore quando la moto d’acqua ha spiccato un salto nel vuoto, ne sono seguiti molti di gioia incontenibile, una volta capito che Nuno di certo non si sarebbe fatto cogliere impreparato e che non avremmo preso nessuna onda in testa.

mappa Nazaré e canyon sottomarino

Tutto ciò nella mitica Praia do Norte: lo spot più famoso di Nazaré dove si svolge anche la tappa della WSL - il campionato del mondo di surf - dedicato alle big waves, la Tudor Nazaré Tow Surfing Challenge. Ma facciamo un passo indietro: esiste il surf e poi esiste il surf delle big waves e si può dire per certi versi che siano discipline diverse. Si parla di big waves ogni volta che un’onda supera i 3 metri d’altezza, o i 10 piedi per dirla nell'unità di misura più comune nel surf oppure, per dirla ancora più in gergo, si è di fronte ad un’onda double overhead, ovvero due volte più alta della testa del surfista. Nel surf infatti l’onda si misura in rapporto all’altezza del surfista medio - calcolata approssimativamente intorno al metro e settanta - e questo crea non pochi problemi di misurazione. Le big waves che si creano qui a Nazaré sono infatti ben più grandi: si parla di 20, 22, 25 fino a 27 metri.

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