Dopo gli episodi di vandalismo registrati nelle ultime settimane ai Buranelli e a Porta San Tomaso, la Polizia Locale di Treviso ha incrementato i controlli soprattutto in borghese. L'impegno degli agenti, coordinati dal comandante Andrea Gallo, sta registrando i primi risultati nella tutela dei luoghi simbolo della città. Uno di questi, con fare sospetto, si è avvicinato ad una delle colonne. Gli agenti hanno subito capito che il giovanissimo stava imbrattando la Loggia. Nonostante il tentativo di nascondere il pennarello appena utilizzato, il ragazzo è stato bloccato dagli Agenti che hanno accertato come avesse appena scritto "Hrvatska zigenia", poche lettere sufficienti a deturpare un monumento risalente al 1300. Risultato privo di documenti, il giovane è stato portato al Comando per l'identificazione. Il minore, al termine della redazione degli atti di rito, è stato consegnato al padre.
Atti vandalici come quello posto in atto da coloro hanno imbrattato Porta San Tomaso e la Loggia dei Cavalieri», evidenzia il Comandante Andrea Gallo, «sono fatti molto gravi che prevedono pesanti sanzioni penali anche a carico di minorenni. L'impegno della Polizia Locale, in questo senso, è massimo e quotidiano per garantire il rispetto della Città e per sanzionare i responsabili». «Purtroppo abbiamo ancora a che fare con qualche buontempone che manca di rispetto ai monumenti della città e, di conseguenza, a tutti i trevigiani», le parole del sindaco Mario Conte.
Sono stati identificati, convocati negli uffici del comando della polizia locale di Treviso e sanzionati con una multa di ben 400 euro gli autori di un tuffo nelle acque dei Buranelli, avvenuto una decina di giorni fa, nel cuore della notte. Si tratta di due ragazzi di appena 18 anni, entrambi residenti in Comuni limitrofi al capoluogo della Marca. Per gli agenti, coordinati dal comandante, Andrea Gallo, non è stato difficile risalire agli autori di questa "bravata", se così può essere definita. Entrambi i giovani, come loro stessi ammetteranno poi di fronte alle contestazioni della polizia locale, si erano vantati pubblicamente della loro "impresa".
Volevano farsi notare dai loro amici e ci sono sicuramente riusciti: gli stessi amici, convocati negli uffici di via Castello d'Amore come testimoni, hanno fornito un fondamentale aiuto alle indagini.
TREVISO - E adesso querelo io. Il 24enne che lo scorso primo settembre ha avuto la bella idea di farsi un tuffo tutto nudo nel canale dei Buranelli assieme ad altri tre amici, e per cui si è preso una denuncia per atti osceni in luogo pubblico e 10mila euro di multa, ha deciso di querelare chi, alle 2,30 di mattina, lo ha ripreso con il telefonino diffondendo poi il video su alcuni social. Dopo mesi passati a subire, dopo aver tentato invano la strada delle scuse pubbliche nella speranza di strappare almeno una riduzione della maxi multa se non proprio un vero perdono, adesso il giovane ha scelto di passare al contrattacco. E, assieme al suo avvocato Fabio Capraro, ha deciso di puntare chi ha svelato tutto quanto.
LA VICENDA DELLE DENUNCE E DELLE MULTE
L’ACCUSA Il 24enne basa la sua denuncia su un fatto: non ha mai autorizzato nessuno a riprendere le sue gesta e, men che meno, a renderle pubbliche sui social. «È evidente - dice - che mai e poi mai abbia dato alcun consenso a che terze persone mi riprendessero al momento dell’atto e che, soprattutto, detta “bravata” venisse divulgata online. Tutto ciò mi ha cagionato un notevole imbarazzo ma soprattutto ha leso la mia immagine».
LA VICENDA Il tuffo della discordia è avvenuto il primo settembre scorso, un sabato. Il 24enne assieme ad altri tre amici, dopo una serata passata a festeggiare la fine di una sessione di esami universitari, verso le 2,30 decise di darsi una rinfrescata con un bel tuffo nel canale proprio di fronte a Ca’ Sugana. A quanto pare lui e un altro componente dell’allegra brigata si sono immersi nell’acqua, ma il video della discordia immortala solo lui che esce dal canale nudo, si asciuga e si riveste. Le immagini, nel giro di poche ore, sono finite sui social e sono arrivate al sindaco Mario Conte, che non la prese per niente bene.
Immediatamente le indagini della Polizia locale per dare un volto ai colpevoli. Gli investigatori, utilizzando le telecamere piazzate in centro, non ci misero molto a individuare il gruppetto e a dare un nome al giovane immortalato mentre era a mollo. Nel frattempo il sindaco aveva lanciato un appello invitando il colpevole a farsi avanti spontaneamente e chiedere scusa. In quel caso ci sarebbe stato un perdono e la possibilità di evitare la salatissima sanzione in cambio di un periodo medio-lungo come volontario in uno dei tanti servizi di cui si occupa il Comune. Ma nessuno si è mai fatto avanti e il giovane, una volta individuato a contattato dagli agenti della Polizia locale per recarsi al comando, ha declinato l'invito. A quel punto è scattata la denuncia e la relativa multa da 10mila euro.
SCUSE Il resto è storia recente, compresa la lettera di scuse recapitata al sindaco e poi diffusa pubblicamente. Un atto che mirava ad ammorbidire gli animi ma che, invece, ha ottenuto l’effetto contrario: rendere ancora più inamovibile la posizione del sindaco che, oltretutto, poco avrebbe potuto fare perché la sanzione legata al reato depenalizzato di atti osceni in luogo pubblico, viene incassata direttamente dallo Stato e non dal Comune. Di perdono, insomma, nemmeno l’ombra.
«Per un gesto compiuto in un momento di ingenua euforia mi trovo sulle spalle non solo un’accusa di grande impegno morale come “atti osceni in luogo pubblico”, bensì una multa di 10.000 euro cui far fronte, essendo studente, con enorme difficoltà».
SCUSE successive raccontano come la Polizia Locale sia riuscita a identificare i protagonisti grazie agli occhi elettronici delle videocamere e alle testimonianze di alcuni commercianti della zona. Tre settimane dopo l’accaduto, l’amministrazione diffuse una foto del gruppetto che quella sera finì la serata applaudendo il bagno dell’amico e lanciò un appello al tuffatore nudo invitando l’interessato a presentarsi. In cambio Ca’Sugana promise in cambio un po’ di magnanimità nella sanzione. L’appello rimase inascoltato e il comando di Polizia identificò il gruppetto facendo scattare una denuncia e due sanzioni.
«La sensazione», aggiunge il ragazzo, che ha già pagato i 164 euro di violazione del regolamento comunale, «è che ci sia stato uno spietato accanimento verso un imbecille che pagherà già da sè le conseguenze del suo gesto viste le precarie condizioni sanitarie in cui si è addentrato e che soprattutto non ha fatto del male a nessuno, ne ha intaccato la bellezza architettonica della città in cui è fortunato ad esser nato».
E quindi arriva l’appello ai trevigiani e al sindaco Conte, quantomeno a rivedere l’entità della sanzione. «È giusto che io paghi le conseguenze delle mie azioni», sottolinea il ventitreenne, ma queste stesse azioni, indecorose quanto innocenti nelle intenzione, non hanno offeso nessuno: era notte inoltrata e la frequentazione di quell’area a quell’ora era minima (non passò nessuno in tutto l’arco del tempo in cui rimanemmo sotto i portici); mi sono tolto gli indumenti solamente per immergermi nelle acque del Cagnan e mi sono rivestito una volta asciugato, non ho certo fatto l’Adamo con i cittadini di Treviso».
Il ragazzo sottolinea poi come non sarebbe successo nulla se non fossero state fatte delle riprese video poi circolate in rete. Da qui «ritengo che accusarmi di “atti osceni in luogo pubblico” sia eccessivo e che per un gesto compiuto in un momento di ingenua euforia mi trovo sulle spalle non solo un’accusa di grande impegno morale come “atti osceni in luogo pubblico”, bensì una multa di 10.000 euro».
SCENA FINALE E INDAGINI Le autorità hanno sbobinato una serie infinita di fotogrammi per individuare i «tuffatori» dei Buranelli, un gruppetto di ragazzi che, alle 2.30 circa di sabato 1 settembre - probabilmente in preda ai fumi dell’alcol - ha pensato bene di concludere la serata con un bagno refrigerante. A ricostruire i movimenti dei cinque giovani hanno contribuito non solo le telecamere installate nei sottoportici del centro storico - che hanno ripreso i volti in maniera nitida -, ma anche i sistemi di lettura targhe e le testimonianze di residenti e gestori dei locali della zona, che ne hanno udito pure i nomi, permettendo agli agenti di ricostruire i movimenti della notte.
Le sanzioni A quanto pare, la scelta di spogliarsi completamente nudi per il tuffo improvvisato, potrebbe costare ai protagonisti della ragazzata una sanzione amministrativa dai 5 ai 30 mila euro per il reato di atti osceni, previsto dall’articolo 527 del codice penale. «Invito i ragazzi a presentarsi al Comando di Polizia Locale di Treviso di via Castello d’Amore», afferma il comandante Maurizio Tondato. «Ogni dimostrazione di pentimento e di assunzione delle proprie responsabilità sarà favorevolmente considerato al momento della contestazione della violazione. Li aspettiamo: in caso contrario saremo costretti ad agire diversamente». «Il gesto di questi ragazzi, come avevamo annunciato nelle scorse settimane, non è sfuggito alle telecamere», le parole del primo cittadino Mario Conte. «Verranno puniti in maniera esemplare ma contiamo sul fatto che, prima di essere convocati, si presentino spontaneamente al Comando di Polizia Locale o da me a Ca’ Sugana per ammettere la bravata e scusarsi con la cittadinanza.
ULTERIORI PRECEDENTI E DETTAGLI
Treviso. I Buranelli non attraggono ancora come i canali di Venezia, ma ormai poco ci manca. Due diciottenni, maggiore età compiuta da meno di due mesi, la settimana scorsa hanno avuto la bella idea di spogliarsi sotto il portico immortalato dai turisti in migliaia di fotografie, per poi tuffarsi in acqua. Il tutto a notte fonda e sotto gli occhi divertiti di una gruppetto di amici e amiche. Un bravata però costata cara. I due, dopo qualche giorno di indagini, sono stati individuati dalla polizia locale e per entrambi è scattata una sanzione salata: 400 euro.
IL PRECEDENTE. Tuffo ai Buranelli. Cafoni multati dai vigili: «Ma non pagano»
LE INDAGINI Fondamentali sono state le segnalazioni di alcuni residenti, disturbati dal vociare della compagnia di giovani assiepati sotto i portici. La serata calda e la tipica esuberanza di chi è convinto che molto se non tutto sia lecito, hanno formato il mix che ha portato alla decisione di tuffarsi nelle acque del canale. Le testimonianze palano di tre ragazzi finiti in acqua tra l’ammirazione generale, ma la polizia locale ha esaminato i video delle tante telecamere presenti in zone e ha stabilito che i protagonisti sono solo due. C’è voluto qualche giorno, ma esaminando le registrazioni fatte in tutta quella parte di centro storico, gli agenti della polizia locale sono arrivati all’identità dei nuovi giovani nuotatori. Si tratta di neo-diciottenni, trevigiani, residenti in un comune della prima fascia urbana. Hanno ammesso di aver voluto solo impressionare gli amici: «È stata una bravata».
«Adesso pagheranno la sanzione ma hanno capito il grave errore commesso e non li abbiamo denunciati - spiega il comandante Andrea Gallo - tuffarsi nei canali cittadini è vietato. Poi attorno ai Buranelli ci sono molte videocamere e questo ci consente di esercitare un buon controllo. Magari ci mettiamo qualche giorno, ma chi si tuffa, alla fine, lo individuiamo sempre».
IL PRECEDENTE È già la seconda volta nel giro di due anni che i Buranelli vengono scelti come cornice ideale per un bagno notturno. Il primo settembre 2018 fu uno studente universitario di 24 anni, trevigiano, ad avere la bella idea di immergersi nelle acque di risorgiva che scorrono accanto a Ca’ Sugana. Era l’estate dei tuffi nei canali veneziani, fenomeno che ebbe risalto in tutto il mondo e provocò non pochi imbarazzi. E anche a Treviso qualcuno decise che i canali cittadini fossero più che adeguati per tuffi estemporanei. Così la notte del primo settembre, il 24enne e due suoi amici, si spogliarono e si buttarono in acqua. Per loro sfortuna, un residente immortalò tutta la scena col suo telefonino e la spedì direttamente al sindaco Mario Conte, che andò su tutte le furie. Anche in quel caso, indagine della polizia locale e rapida identificazione dei protagonisti. Le immagini però mostravano con chiarezza solo uno dei ragazzi uscire, completamente nudo, dall’acqua e poi rivestirsi. Il sindaco fece un appello, invitando i giovani a farsi avanti spontaneamente per chiedere scusa alla città, in cambio non ci sarebbe stata nessuna denuncia o sanzione, ma solo un periodo di volontariato in qualche struttura comunale per espiare. Ma nessuno si fece avanti. La polizia locale individuò il 24enne che, in quell’occasione, rischiò una denuncia penale per atti osceni in luogo pubblico, reato derubricato in sanzione da 10mila euro. A quel punto il ragazzo scrisse una lettera aperta dicendosi pentito è chiedendo clemenza. Ma il sindaco rimase sulla sua posizione e non si fece commuovere: nessun perdono.
Treviso. Erano in tre: si sono spogliati, per la gioia delle numerose amiche, e in pochi secondi erano già sulla spalletta del ponte. E da lì, in un attimo, hanno cominciato a tuffarsi nel canale sottostante. Lì, tra i salici, la piattaforma dell’antico lampor e il moderno tributo di Mario Martinelli a Comisso e il cippo al genius loci. Ma nulla ha fatto desistere i tre giovani, con folto pubblico al seguito, non solo femminile. Alcuni residenti hanno potuto assistere ai ripetuti tuffi dei novelli Cagnotto. L’inconsueto show dal trampolino dei Buranelli durò meno di un’ora. E i ragazzi non avrebbero badato alle rimostranze dei residenti. Beffa delle beffe, siamo sul retro di Ca’ Sugana, la sede del Comune, che pure dovrebbe avere un efficace sistema di videosorveglianza. Bravata estemporanea di una compagnia particolarmente allegra? Nuove tendenze dei giovani trevigiani? Presto per dirlo: certo nessuno si aspettava che il canale dei Buranelli tornasse ad essere ricercato da aspiranti Dibiasi del centro.
