Prima di ricoprire la carica di Assessore, Tusa ha diretto la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, istituzione da lui stesso fondata nel 2004. È stato inoltre professore di paleontologia presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e ha ricoperto cariche politiche nell'amministrazione regionale siciliana.
La carriera accademica e l’impegno per l’archeologia della Sicilia
Laureatosi presso l'Università La Sapienza di Roma, il dott. Tusa si è impegnato a fondo nell'archeologia della Sicilia, dirigendo alcuni scavi nella provincia di Trapani, in particolare nel sito di Mozia, e nell'isola di Pantelleria.
Per la sua grande competenza nel settore, dal 2018 ricopriva la carica di assessore ai Beni Culturali per la Regione Siciliana. Dirigente della Regione Siciliana, negli anni novanta è stato responsabile della sezione archeologica del Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. Nel 2003 durante scavi da lui diretti a Pantelleria vengono trovati tre ritratti imperiali romani. Nel 2004 è nominato come primo Sovrintendente del Mare da parte dell'assessorato dei Beni culturali della Regione Siciliana. Ha organizzato missioni archeologiche in Italia, Pakistan, Iran e Iraq.
La Soprintendenza del Mare: una creazione unica
La felice intuizione di Sebastiano Tusa ha visto la realizzazione di una struttura con competenze interdisciplinari - archeologiche, antropologiche, storiche e paesaggistiche - in grado di controllare, tutelare, valorizzare e promuovere i Beni in questione. Nominato quello stesso anno Soprintendente del Mare per la sua alta competenza nel settore maturata già anni prima, Sebastiano Tusa ha sempre dimostrato grandi capacità organizzative e progettuali che ha portato avanti in maniera eccellente anche quando, nel suo ultimo anno di vita, ha ricoperto la carica di Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
Esplorazione subacquea e innovazioni tecnologiche
L’esplorazione dei siti, realizzata grazie a sommozzatori attrezzati con tecnologie d’avanguardia, ha permesso di individuare relitti giacenti in alto fondale ma anche eccezionali reperti tra cui molti rostri, la maggior parte dei quali è di epoca romana. Questa straordinaria scoperta ha permesso a Sebastiano Tusa di scrivere una nuova pagina di storia. In tutti questi anni l’attività della Soprintendenza ha consentito di diffondere la conoscenza del patrimonio sommerso della Sicilia attraverso l'allestimento e la partecipazione a grandi mostre nazionali ed internazionali, l’organizzazione di conferenze, seminari e workshops, ma anche la creazione di 25 itinerari culturali subacquei.
Ricordo e tributi di una vita dedicata al mare
Siamo addolorati nell'apprendere che il dottor Sebastiano Tusa era tra le vittime dell'incidente dell'Ethiopian Airlines. Paladino del patrimonio culturale, sarà ricordato per la passione e l'entusiasmo che ha profuso nel suo lavoro e per i suoi numerosi successi. Il nostro pensiero va alla sua famiglia e ai suoi amici.
Contributi al patrimonio culturale sommerso
Il problema della depredazione o distruzione del Patrimonio archeologico sommerso è stato oggetto di attenzione in seguito alle scoperte periodicamente compiute nei mari circostanti alla Sicilia. Il rischio che potevano correre inestimabili tesori da parte dei cosiddetti “predoni del mare” ma anche semplicemente da parte dei pescatori che potevano imbrigliarli nelle loro reti, spinse Sebastiano Tusa, dopo una lunga istruttoria, a collaborare alla redazione della Carta di Siracusa che pose le basi, nel 2001, per la promulgazione del trattato internazionale UNESCO sulla protezione del patrimonio storico e culturale subacqueo del Mediterraneo. Si tratta di uno strumento giuridico universale con alti standard protettivi e ottime qualità normative e metodologiche. Nel 2004 nasce in Sicilia la prima Soprintendenza del Mare (esempio unico in Italia) col compito di ricercare, tutelare e gestire il Patrimonio Culturale Sommerso.
Un’eredità di protezione e valorizzazione
La felice intuizione di Sebastiano Tusa ha visto la realizzazione di una struttura con competenze interdisciplinari - archeologiche, antropologiche, storiche e paesaggistiche - in grado di controllare, tutelare, valorizzare e promuovere i Beni in questione. Quella di Tusa rimane una matrice per future politiche culturali e museali orientate alla tutela del patrimonio sommerso e alla formazione di nuove generazioni di studiosi.
