Dopo aver sfamato le cinquemila persone Gesù salì su un monte per pregare. I Suoi discepoli presero una barca per attraversare il Mar di Galilea. Più tardi quella notte Gesù si unì ai Suoi discepoli. I discepoli Lo videro camminare sulle acque ed ebbero paura. Pensarono che si trattasse di uno spirito. Anche Pietro voleva camminare sulle acque. Gesù gli disse di andare da Lui. Il vento stava soffiando forte e Pietro ebbe paura. Quando Gesù e Pietro tornarono alla barca, il vento s’acquetò. Allora tutti i discepoli adorarono il Salvatore.
Come Gesù prepara i cuori attraverso le prove
A volte, ci può sembrare che Dio sia lontano, che non si ricordi di noi, che non sappia dei nostri problemi. Ma non è così. Conosciamo Dio Padre tramite Gesù Cristo. Grazie a Dio, non dobbiamo indovinare com’è il cuore di Gesù Cristo, il Signore. Perciò, voglio andare avanti nel nostro studio dell'Evangelo di Giovanni, con lo scopo di conoscere ancora di più Gesù Cristo. Nell'ultimo sermone, abbiamo visto Gesù moltiplicare i pani e i pesci. Quel miracolo era incredibile, e in esso, vediamo chiaramente la divinità di Gesù. Nessun uomo potrebbe fare quello che ha fatto Gesù: creare da pochissimo cibo una quantità di cibo tale da far mangiare a sazietà 5.000 uomini, e facendone avanzare esattamente dodici ceste, una per ogni discepolo.
Perciò, la narrazione prosegue con una riflessione sull’uso del Messia: “Non cercavano il perdono e la riconciliazione con Dio. Perciò, dopo il miracolo dei pani e dei pesci, volevano forzare Gesù a diventare il loro re, un re come volevano loro. Gesù non è venuto sulla terra per fare come vogliamo noi. Non è venuto per risolvere i nostri problemi terreni.”
La traversata notturna e la fede in azione
Andando avanti in Giovanni 6, vediamo cosa succede la notte dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Gesù manda i discepoli ad attraversare il mare di Galilea da soli, senza di Lui. In quella traversata, si troveranno in grande difficoltà. Prima di leggere di questo avvenimento in Giovanni 6, voglio leggere dello stesso avvenimento in Matteo 14, dove troviamo qualche dettaglio in più.
“22 Subito dopo Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo all’altra riva, mentre egli licenziava le folle. 23 Dopo averle congedate, salì sul monte in disparte per pregare. E, fattosi sera, era là tutto solo. 24 La barca intanto si trovava al largo, in mezzo al mare, ed era sbattuta dalle onde perché il vento era contrario.”
Notare che Gesù ha costretto i discepoli a salire sulla barca e precederlo all’altra riva. Era una prova per fortificare la loro fede; Dio spesso ci mette in circostanze difficili per aiutarci a confidare in Lui. Gesù li manda via dalla folla e si ritira in disparte per pregare, dimostrando l’importanza della preghiera come fondamento della fiducia anche nelle prove.
- La quarta vigilia della notte: Gesù andò verso di loro camminando sul mare. La quarta vigilia va dalle 3 alle 6 del mattino. I discepoli avevano remato, combattendo contro il vento, quasi tutta la notte.
- Gesù vedeva i discepoli: Marco evidenzia che dalla terra, pur essendo notte, Gesù li vedeva. Questo dettaglio richiama l’onnipresenza e l’attenzione di Dio verso di noi nelle tenebre.
Paura, fede e presenza di Cristo
Il brano dichiara chiaramente che Gesù li vide e andò verso di loro, camminando sul mare. I discepoli, vedendo quel che sembrava impossibile, ebbero grande timore e pensarono fosse un fantasma. Gesù li rassicura: Coraggio, sono io, non abbiate paura. Pietro, ispirato dalla fede, chiede: Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque. Gesù risponde: Vieni!
Pietro scese dalla barca e camminò sulle acque, ma, vedendo il vento, ebbe paura e iniziò ad affondare. Gesù tese la mano, lo afferrò e disse: Uomo di poca fede, perché hai dubitato?. Camminare sull’acqua divenne così una lezione vivente sulla fede: finché Pietro mantenne lo sguardo su Gesù, camminava; non appena guardò al pericolo, affondò. Appena tornarono in barca, il vento cessò.
Le implicazioni per la fede personale
La fede non è una facilitazione della vita; è una fiducia in Colui che comanda anche le tempeste. Gesù dimostra la Sua potenza divina e la Sua presenza costante: Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Questa presenza rende possibile camminare nelle prove, nonostante le difficoltà esterne.
In parallelo, l’episodio mostra anche che la fede non è automatica: Pietro chiede aiuto e Gesù lo sostiene. La narrazione invita i credenti a riconoscere i propri limiti e a affidarsi a Cristo, specialmente quando le circostanze sembrano insormontabili. La voce di Gesù invita a un cammino di fiducia: Vieni!
Riflessi sulla vocazione e sull’umiltà
Questo brano è anche interpretato come una chiamata vocazionale: l’evangelista descrive come la fede possa guidare a camminare sulle acque non con le proprie forze, ma affidandosi alla presenza di Cristo. L’itinerario personale, la disciplina della preghiera e l’obbedienza operano insieme per permettere a una persona di avanzare nella propria vocazione, anche quando la strada sembra impossibile.
Il testo eccome le tentazioni di cercare certezze ancor prima di affidarsi a Cristo: la tentazione di controllo, di metodologia rigidamente definita, o di efficacia apparente. Invece, la fede resta semplice: guardare a Gesù, fidarsi della Sua parola e procedere, anche senza vedere pienamente la via.

Confronto tra gli evangelisti
In Matteo troviamo la parte in cui Pietro chiede di camminare sulle acque e Gesù gli consente di venire; in Giovanni, l’attenzione si concentra sull’azione di Gesù che cammina verso di loro e sull’ordine a Pietro di venire. Entrambi i racconti evidenziano la potenza di Gesù, la fede umana e la necessità di non togliere lo sguardo da Lui durante le prove.
Camminare sulle acque - Don Luigi Maria Epicoco
La meditazione continua a integrare la teologia cristiana: Gesù non è venuto per assecondare i nostri piani terrestri, ma per salvarci dai nostri peccati e guidarci verso l’eternità con Dio. La scena invita a confidare in Dio anche quando la vita appare una tempesta, e a riconoscere che la presenza di Gesù è la vera “barca” in cui muoverci sicuri.
Conclusione operativa per i lettori
La lettura chiama a una fede viva: quando la paura tenta di prendere il sopravvento, guardare Gesù e chiedere aiuto, permettendo a Lui di condurci in salvo. In questa dinamica, la vocazione stessa viene vissuta come camminare sulle acque: non per bravura personale, ma per l’invito di Gesù a fidarsi di Lui, passo dopo passo.
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