Nuoto Pinnato: biomeccanica, tecnica e storia

Il Nuoto Pinnato è sicuramente la disciplina più veloce tra quelle natatorie: la “FORMULA UNO” degli sport d’acqua e probabilmente il …. nuoto del futuro! Paragonando i records del mondo dei 50 stile libero (21”) e dei 50 apnea del nuoto pinnato (13”) la sensazione della velocità è evidente! L’atleta di pinnato si muove in acqua grazie ad un movimento simultaneo degli arti inferiori (battuta di gambe a delfino) che si divide in due fasi: un movimento ascendente ed uno discendente che, concorrendo entrambi all’avanzamento, permettono un utilizzo equilibrato delle masse muscolari degli arti inferiori.

Il nuotatore usa una monopinna che mantiene i piedi uniti. Il movimento delle braccia è minimo e, normalmente, sono tenute distese in avanti con il capo racchiuso tra loro e la respirazione si esegue con un tubo (snorkel) collocato in posizione frontale. Nella tecnica moderna del nuoto pinnato il nuotatore non usa solo i muscoli delle gambe. Il nuotatore realizza un movimento progressivo attraverso una traiettoria ondulante. Braccia, busto e piedi realizzano movimenti oscillatori attraverso una direzione verticale.

Le origini del Nuoto Pinnato sono legate allo sviluppo e alle ricerche che l’uomo ha compiuto per dominare l'ambiente acquatico. Il primo passo che porta al Nuoto Pinnato è il progressivo affinarsi del nuoto con le pinne. Nel corso della II Guerra Mondiale, alcuni reparti specializzati della Marina Militare furono attrezzati con le pinne e alla fine del conflitto mondiale si svilupparono gli impieghi subacquei delle pinne stesse. Si dovette attendere la metà degli anni '50 per vedere il Nuoto con le pinne divenire attività agonistica. Nel 1971 si fa strada un nuovo modo di nuotare: lo stile ondulato, simile al delfino. Già nel 1972, con la monopinna, chiamata più confidenzialmente "mono" dagli addetti ai lavori, il primo uomo nuota i 100 metri sotto i 40 secondi (39"92) contro gli attuali 46"91 del nuoto classico (César Cielo Filho). E con questo nasce il pinnato come lo conosciamo oggi. Dopo un decennio di totale abbandono delle due pinne, negli anni '90 la Federazione ha reintrodotto questo stile, suddividendo le competizioni in 2 specialità: la specialità NP, in cui l'attrezzatura è libera e quindi, ovviamente, la quasi totalità degli atleti usa la monopinna, e la specialità PINNE in cui l’attrezzatura di spinta dev'essere costituita unicamente da pinne di produzione industriale in gomma e/o materiali plastici.

Le attrezzature hanno raggiunto tecnologie molto sofisticate, in particolar modo la monopinna. Questo attrezzo è costituito da una lastra di fibra di vetro (o carbonio o kevlar) dalla forma simile alla pinna di un delfino alla quale vengono applicate due "scarpette" in gomma. La monopinna ha dimensioni che vanno dai 60/80 centimetri di lunghezza e 60/70 centimetri di larghezza. Le braccia sono ferme e distese in avanti sopra la testa. La respirazione avviene attraverso un tubo aeratore posto in posizione centrale sulla fronte del nuotatore.

In piscina si svolgono anche le gare di velocità subacquea, ovvero distanze percorse interamente sott'acqua, a circa un metro di profondità. Ma che velocità raggiungono gli atleti del Nuoto Pinnato? Questo sport rappresenta quindi la Formula Uno delle specialità acquatiche!

Il nuoto pinnato è una disciplina acquatica ad alta specializzazione che combina velocità, efficienza propulsiva e tecnica avanzata. L’utilizzo di pinne e monopinne evolute consente una trasmissione ottimale della forza, riducendo la resistenza idrodinamica e massimizzando la fluidità del gesto. Le prove vengono svolte sia in piscina sia in acque libere, con distanze e specialità regolamentate da standard tecnici internazionali. La Federazione promuove programmi formativi strutturati, aggiornamento continuo e supporto agli atleti in tutte le fasi della preparazione.

Disciplina sportiva nata come risposta dell'uomo all'esigenza di controllare l'ambiente acquatico, utilizzando la forza propulsiva degli arti inferiori. Inizialmente si utilizzavano le classiche pinne per massimizzare la spinta. Negli anni '50 c'è stata la svolta "agonistica" per questa attività sportiva. La nascita ufficiale del nuoto pinnato si fa risalire al 1969, in occasione degli europei di Locarno (Svizzera), durante i quali si utilizzò la "monopinna", emblema moderno di questa disciplina. Con una sola pinna è stata introdotta una nuova tecnica di nuoto che fa assomigliare il nuotatore ad un delfino: andamento sinusoidale con le braccia ferme e distese sopra la testa. Un tubo sopra la fronte del nuotatore permette di respirare mantenendo la testa ferma sott'acqua.

Nel nuoto pinnato, come è facile capire, l’uso delle pinne influisce sulla scelta dello stile. Principalmente si utilizza il crawl con l’aggiunta delle pinne ai piedi. L’attrezzatura base del nuoto è costituita da: costume, cuffia e occhialini, per proteggere gli occhi. Nel nuoto pinnato ritroviamo le stesse attrezzature di base, con l’aggiunta di un paio di pinne, la monopinna e il boccaglio. Per il nuoto “classico” l’organo principale è la FIN (Federazione Italiana Nuoto). Essa governa anche il nuoto sincronizzato, il nuoto in acque libere, i tuffi e la pallanuoto. La FIN l’ente organizzatore principale per eventi internazionali come i Campionati del Mondo di nuoto e le Olimpiadi. Il nuoto pinnato è invece appartenente alla FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee).

Il nuoto pinnato è una disciplina acquatica ad alta specializzazione che combina velocità, efficienza propulsiva e tecnica avanzata. L’utilizzo di pinne e monopinne evolute consente una trasmissione ottimale della forza, riducendo la resistenza idrodinamica e massimizzando la fluidità del gesto. Le prove vengono svolte sia in piscina sia in acque libere, con distanze e specialità regolamentate da standard tecnici internazionali. La Federazione promuove programmi formativi strutturati, aggiornamento continuo e supporto agli atleti in tutte le fasi della preparazione.

grafico velocità e tecnica del nuoto pinnato

tags: #biomeccanica #nuoto #pinnato