Guardia Costiera e Sequestro di Attrezzature Subacquee e Prodotti Ittici: Controlli e Sanzioni

Attrezzi da pesca irregolari, privi di marchi e segnali. E pericolosi per la navigazione. Durante i controlli, la motovedetta Cp 534 - nello specifico - ha notato dieci lenze di almeno venti metri ciascuna, con una decina di ami per lenza e altrettante piombature. Subito è scattato il sequestro - a carico di ignoti - e il relativo recupero degli attrezzi che, una volta a bordo, avevano ancora le esche attaccate.

Da un primo riscontro, gli attrezzi rinvenuti - per tipologia e modalità di collocazione - hanno fatto presuppore alla Capitaneria che il tutto fosse opera di pescatori sportivi che non si sono curati dei divieti imposti dalle norme in essere. L’attività della motovedetta della Capitaneria capitolina, pertanto, ha evitato che i diportisti potessero incappare in incidenti in corso di navigazione, ovvero che venissero catturate illegalmente specie ittiche. “Questa - hanno riferito dalla Capitaneria - è un’azione che tutela anche la categoria dei pescatori professionali, impegnati quotidianamente a svolgere una professione non priva di difficoltà e sacrifici”.

Sequestro e sanzioni al trasgressore

Al trasgressore, monitorato durante la fase dell’immersione e fermato mentre caricava il provento della pesca illecita nella propria autovettura, è stata elevata una sanzione amministrativa di 1000 euro di multa e il sequestro delle attrezzature subacquee, compresa l’apparecchiatura di respirazione (bombole).

Inoltre, il controllo, proseguito all’interno di una nota pescheria ripostese ha permesso di rinvenire “polpa di ricci di mare” conservata in 88 bicchieri, per un totale di circa 6 kg, di cui il titolare non ha saputo dimostrare la provenienza legale. Pertanto è stato posto sotto sequestro, insieme ad ulteriore prodotto ittico vario, anch’esso privo di tracciabilità indicante la provenienza. Il prodotto ittico sequestrato, per un totale di circa mezzo quintale, tra cui alici, gamberi sgusciati, sarde sfilettate, pesce spada e cernia, era conservato all’interno di celle frigorifere in buste di plastica e cassette varie, e dopo visita sanitaria dei veterinari dell’Asp di Giarre, è stato giudicato “non idoneo al consumo umano” e pertanto ne è stata disposta la distruzione immediata.

Ricerca e interventi in zone marine e portuali

Pesca subacquea di frodo all’interno di una zona militare della Marina. Scatta la denuncia penale, la sanzione amministrativa e il sequestro. Nel corso della serata di ieri, giovedì 26 dicembre, è giunta una segnalazione alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Augusta da parte della Centrale Operativa del Comando Marittimo Sicilia della Marina Militare, con cui si segnalava l’accesso abusivo in area militare e un’attività di pesca subacquea di frodo. Non appena giunta in zona, l’unità navale ha iniziato a perlustrare l’area alla ricerca del barchino da cui si sarebbe immerso il pescatore di frodo. Il barchino, approfittando dei bassissimi fondali inaccessibili alla motovedetta, è riuscito a dileguarsi mentre l’autopattuglia dei Carabinieri, con il supporto del personale di guardia della Marina Militare, ha individuato e seguito da terra il subacqueo. Avuta contezza della merce venduta, gli uomini della Guardia Costiera, in abiti borghesi, si sono qualificati ed hanno proceduto al sequestro della merce: 24 vasetti di conserve sott’olio, smerciati in violazione delle vigenti norme Nazionali e Comunitarie in materia di etichettatura e tracciabilità dei prodotti ittici. “Trascorso quindi il periodo natalizio, non si arresta l’attività, la quale prosegue anche mediante il monitoraggio delle piattaforme di vendita on-line e dei social network” concludono dalla Capitaneria di Porto.

Controlli lungo la dorsale costiera e sequestro di ricci

GALLIPOLI - Prosegue l’attività di controllo lungo la dorsale costiera da parte del personale della capitaneria di porto di Gallipoli e in questi ultimi giorni si è provveduto a restituire alla pubblica fruibilità una porzione di scogliera ai piedi dei bastioni del centro storico della città bella e a porre sotto sequestro un quantitativo di 700 ricci pescati nell’ambito dell’area marina protetta di Porto Cesareo. Dalle verifiche effettuate e verbalizzate lungo il tratto costiera di una delle rivière della città vecchia i militari della guardia costiera hanno riscontrato alcune irregolarità a seguito dell’occupazione risultata abusiva di circa cinquanta metri quadrati di scogliera sulla quale erano state posizionate pedane e passerelle in legno, nonché altre attrezzature ed arredi balneari.

Nella serata di ieri invece, durante l’attività di vigilanza sulla filiera della pesca, i militari in servizio presso l’ufficio locale marittimo di Porto Cesareo, su segnalazione da parte dell’Area Marina Protetta, hanno proceduto al sequestro di circa 700 ricci (successivamente rigettati in mare in quanto vivi e vitali) e delle attrezzature subacquee utilizzate. Gli stessi militari, coadiuvati dal personale veterinario della Asl di Copertino, nell’ambito del porticciolo nei pressi della banchina di rada di levante, hanno rinvenuto anche un retino immerso nell’acqua contenente circa 8 chili di calamari congelati. L’ipotesi al vaglio dei militari intervenuti e che gli stessi prodotti fossero pronti per essere venduti ad ignari clienti come prodotti freschi e locali, configurando in questa modo il reato di tentata frode in commercio. Dopo l’ispezione sanitaria i prodotti ittici non sono risultati idonei al consumo e quindi posti sotto sequestro per cattivo stato di conservazione.

Per quanto attiene al sequestro di navi, anche se il D.P.R. n. In relazione a ciò, si ritiene doveroso suggerire che gli accertatori si avvalgano della speciale facoltà prevista dall'art. 8 del richiamato D.P.R. n. 571/82, il quale esonera l'accertatore dall'onere di assicurare con il sigillo dell'Ufficio l'unità sequestrata. È consentito al che ha eseguito il sequestro dell'unità di stabilire le necessarie prescrizioni per il trasporto al luogo di custodia, con l'eventuale ausilio degli ormeggiatori e del pilota, sentito, se del caso, anche l'ente tecnico (art. 8 D.P.R. n.

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